Punto 1. Tutela intoccabile della disabilità e stop al «calcolo illegittimo»
- Basta fare cassa sulle spalle di chi soffre. Applicazione rigorosa dell’ISEE socio-sanitario come unico parametro. L’indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità sono strumenti di sopravvivenza e di cura, non un reddito da tassare o da trattenere per coprire le rette delle RSA o i bilanci degli enti locali.
- Diritto alla vita indipendente. Finanziamento diretto ai progetti di autonomia e inclusione scolastica, lavorativa e sociale.
1/A. La rivoluzione burocratica: «Ufficio unico» e stop al rimpallo delle carte
- Sportello unico per la disabilità. Basta con il calvario di famiglie costrette a girare decine di uffici tra ASL, Comuni, INPS e scuole. Una sola porta d’accesso per tutte le pratiche, i sussidi, le visite e i certificati.
- Onere della prova a carico dell’amministrazione. Se manca un documento, un timbro o una carta già in possesso della Pubblica Amministrazione, devono essere gli uffici a procurarselo internamente, non il cittadino. Chi ha una disabilità non deve fare da «postino» tra le istituzioni.
- Operatori qualificati e sensibilità obbligatoria. Personale allo sportello formato, educato, empatico e preparato sul tema della fragilità. Le istituzioni devono accogliere con rispetto e dignità, non con ostacoli e burocrazia disumana.
1/B. Scuola e inclusione reale: insegnanti di sostegno e sostituzioni immediate
- Docenti formati e con vera vocazione. L’insegnamento di sostegno non deve più essere una corsia di passaggio o un ripiego professionale, ma una scelta consapevole basata su competenza, dedizione ed empatia.
- Stop alle classi scoperte: sostituzione entro 12 ore. Mai più studenti con disabilità lasciati soli o mandati a casa a causa dell’assenza del docente. In caso di assenza, la scuola deve garantire la sostituzione dell’insegnante di sostegno o dell’assistente all’autonomia entro un massimo di 12 ore. La continuità didattica e relazionale è un diritto fondamentale.
1/C. Libertà di movimento, cultura e spettacolo: un’Italia davvero senza barriere
- Basta chiacchiere, azzeramento immediato delle barriere. È tempo di passare dai dibattiti ai fatti concreti. Ogni cittadino con disabilità deve poter viaggiare sui mezzi di trasporto pubblici (bus, treni, metropolitane) in totale autonomia e sicurezza.
- Accesso libero e dignitoso a eventi e concerti. Spazi dedicati veri, visibilità garantita, biglietterie accessibili e percorsi fruibili senza discriminazioni. Partecipare a un concerto, a una mostra o a un viaggio non è un favore concessivo, ma un diritto di libertà.
1/D. Diritto allo sport e strutture sportive attrezzate
- Lo sport come diritto e riscatto. Ogni persona con abilità diversa ha il diritto di praticare sport, sia a livello amatoriale che agonistico.
- Adeguamento obbligatorio di palestre e impianti. Palestre, piscine e centri sportivi comunali e privati devono essere dotati di attrezzature idonee, spogliatoi accessibili e personale qualificato. L’attività motoria e lo sport inclusivo devono diventare una realtà capillarmente presente in ogni comune d’Italia.